Il figlio di Gertrude, una storia di Napoli: Lorenzo Gleijeses
La voce di Gertrude: Julia Varley
Gertrude: una comparsa

Regia: Julia Varley (Odin Teatret)
Testi scelti da Lorenzo Gleijeses
estratti da: Amleto di William Shakespeare; Hamletmachine di Heiner Müller; Mal-d'-Amlè di Enzo Moscato
Mamma, Piccole tragedie minimali di Annibale Ruccello
A questi testi si aggiungono brani estratti da Una storia in Danimarca di John Updike, scelti da Julia Varley

Assistente alla regia: Manolo Muoio
Disegno luci: Fausto Pro
Oggetti di scena: Michele De Santis
Colonna sonora: Jan Ferslev
Suono: Bearne Nygaard
Ufficio stampa: Sergio Marra

Premio Ubu 2006 a Lorenzo Gleijeses come Nuovo Attore
E.T.I. Premi Olimpici del Teatro – Lorenzo Gleijeses è stato candidato come Miglior Attore emergente per il lavoro su "Il figlio di Gertrude"
Finalista al Premio Tuttoteatro.com alle Arti sceniche Dante Cappelletti


…nasce dall'attrazione degli opposti lo spettacolo-performance il figlio di Gertrude. Da una parte Lorenzo Gleijeses, giovane attore napoletano, dall'altra a dirigerlo Julia Varley, storica attrice dell'Odin Teatret. L'allievo parte da Totò e Pino Daniele, evoca Maradona, esprime la vitalità del Sud. Cercando quindi un punto d'incontro nella figura di Amleto, lui ci arriva attraverso la napoletaneità di Leo, Moscato, Ruccello. In un suggestivo deposito di oggetti scenici dal segno geometrico, Lorenzo parte dalla manifestazione istintiva di se stesso ma non smette di reinventarsi: il pazzariello rivela un attore che gli fa il verso, cerca un'identità attraverso una gamma di gesti e stati d'animo, danza con le mani, arrovescia gli occhi, si cerca fra le suggestioni cangianti dei suoni, insegue un personaggio e una madre".
Franco Quadri, La Repubblica


… nessuno si era prefissato il compito di fare di Amleto l'eroe straziato e, al tempo stesso divertito, di un assolo virtuosistico in cui le più accreditate interpretazioni del personaggio confluiscono nell'ambito di una prova d'attore concepita come dimostrazione assoluta di tutte le virtualità dell'eroe. Julia Varley ha lavorato magistralmente sul tessuto fonetico e la prestanza fisica di un attore inedito: Lorenzo Gleijeses. Gleijeses infine insinua, da piccolo maestro dell'immaginario, il sospetto che a creare la tragedia sia stato un bambino che ad ogni costo non vuole evadere dalla stanza dei giochi".
Enrico Groppali, Il Giornale


…in scena si scatena in tormentate performance di sapore grotowskiano; Lorenzo Gleijeses di strada ne ha percorsa dall'esordio in un teatro di repertorio con il padre Geppy ed altri registi di nome, fino alla scelta di ripartire da zero studiando con maestri come Lindsay Kemp, Nekrosius e Karpov, fino a questo "Il figlio di Gertrude". Lanciando un ponte tra Napoli e Copenaghen percorribile in molte direzioni, un riepilogo, in fondo, del suo apprendistato e dei suoi dubbi.
Nico Garrone, La Repubblica


…il giovane Lorenzo Gleijeses evidentemente mosso da un'inquieta vena di ricerca personale che lo ha spinto, in questi anni, a confrontarsi con le figure più diverse di maestri della scena da Nekrosius a Lindsay Kemp a Yoshi Oida. Da tempo fra i suoi incontri decisivi c'è quello con l'Odin Teatret di Eugenio Barba. Questo Amleto che si sogna più attore che aspirante principe si lascia andare ad assemblare i più svariati autori, da Enzo Moscato ad Heiner Muller passando persino per Cechov. Gleijeses, che su questi materiali ha lavorato a lungo, ce la mette tutta, recita, canta, danza, passa dalla lingua al dialetto, si misura con una serie di gelidi oggetti metallici: si vede che ci crede fino in fondo".
Renato Palazzi, Del Teatro


… Julia Varley, prestigioso nome del teatro internazionale in coppia con un - emergente di talento -. Un percorso non lineare, imperfetto e seducente, carico di tensione e di energia, appassionato e impreciso nella sua definizione immaginaria, in cui fantasmi e concrete presenze della memoria s'intersecano e si danno il cambio in una costruzione di fisicità ed astrazione"
Giulio Baffi, La Repubblica