Bio

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Lorenzo Gleijeses, debutta in teatro nel ’91 con il padre Geppy e con Regina Bianchi (una delle attrici più rappresentative delle compagnie di Edoardo De Filippo e di Raffaele Viviani). Ancora giovanissimo ha la possibilità di lavorare con registi come Squarzina, Pugliese, Guicciardini. Nel 2000 ha la prima esperienza cinematografica come protagonista nel film Gabriele al fianco di Mario Scaccia. Ritornerà al cinema nel 2009 al fianco di Kim Rossi Stuart e Filippo Timi, in Vallanzasca, gli angeli del male per la regia di Michele Placido (presentato alla Mostra del Cinema – Biennale di Venezia 67) e come co-protagonista al fianco di Gabriele Lavia e Laura Chiatti nel film Iago. Nel 2013 prende parte al film di Mario Martone su Giacomo Leopardi, Il giovane favoloso. Nel 2016 lavora con Marco Tullio Giordana per il film I due soldati e nel 2017 è uno dei personaggi principali del nuovo lavoro cinematografico di Matteo Rovere Il Primo Re che guadagna 15 nomination ai David di Donatello ed è distribuito in oltre venti Paesi.

Dal 2000 al 2004 sperimenta diversi tipi di pedagogie teatrali, lavorando con maestri internazionali come Lindsay Kemp, Eimuntas Nekrosius, Yoshi Oida, Eugenio Barba, il Workcenter di Jerzy Grotowski, Augusto Omolù, Michele Di Stefano/mk. Nel 2004 è Romeo nel Romeo e Giulietta di Shakespeare per la regia di Nikolaj Karpov (direttore del dipartimento di biomeccanica del GITIS di Mosca). Dal 2001 è allievo di Julia Varley dell’Odin Teatret. Insieme creano lo spettacolo Il figlio di Gertrude per il quale riceve il Premio Ubu 2006 come Nuovo Attore, ed è candidato agli Oscar Olimpici del Teatro-Premi E.T.I. come migliore attore emergente. Nel 2007 è Enrico V (Principe Hal), protagonista al fianco di Renato Carpentieri, nel Falstaff per la regia di Mario Martone. Nello stesso anno instaura una collaborazione con Egumteatro (Virginio Liberti e Annalisa Bianco) che porterà alla creazione dello spettacolo sul repertorio classico greco Che Tragedia!.

L’esausto o il profondo azzurro secondo spettacolo con la collaborazione di Julia Varley debutta al Teatro Mercadante di Napoli nel maggio 2008. Sempre nel 2008 è Luigi Strada in Ditegli sempre di sì di Eduardo De Filippo, al fianco di Geppy Gleijeses. Nel 2009 interpreta Oreste nella Ifigenia in Tauride di Goethe, prodotto dal CTB (Teatro Stabile di Brescia) per la regia di Cesare Lievi e l’anno successivo, sempre con Lievi, è il Principe di Homburg nell’omonimo testo di Kleist (Produzione CSS/ Nuovo Giovanni da Udine). Nel 2011 crea, interpreta e firma la regia per il Napoli Teatro Festival Italia della performance site-specific A portrait of the artist as a young man, alla quale prendono parte sotto la sua direzione: Pietro Babina, Kinkaleri, Antonio Rezza e Flavia Mastrella, Collettivo TiConZero, Vidal Bini e Carol Allaire, Zapruder Filmmakersgroup… Nel 2012 inizia una collaborazione Rafael Spregelburd che, nel 2013, porterà alla messa in scena di SPAM, scritto dal drammaturgo e regista argentino appositamente per lui e prima regia italiana di Spregelburd. In questi anni interpreta Zio Vanja nell’omonimo testo di Cechov (Produzione Fondazione TPE-Torino, presentato al Piccolo Teatro di Milano). Nel 2013 è Woyzek nel testo di Buchner per la regia di Emiliano Bronzino ancora a Torino per la Fondazione TPE. Nel 2014 è il protagonista di Us-Il Tennis come esperienza religiosa, lavoro di Fanny & Alexander, liberamente ispirato ad Open, la biografia di Andrea Agassi, presentato al Festival di Santarcangelo, e, ancora col gruppo ravennate, è interprete unico di Discorso Celeste #sportereligione. Nel 2015 lavora con Alfredo Arias ad una reinterpretazione delle maschere classiche della Commedia dell’Arte (Arlecchino e Brighella) per il nuovo spettacolo del maestro franco-argentino: Il Bugiardo di Goldoni, presentato nel 2017 alla Cartoucherie di Parigi. Nel Nel 2017 è Leonce nel Leonce e Lena di Buchner, ancora per la regia di Cesare Lievi. E nello stesso anno prende parte con il ruolo di Anna a Le cinque rose di Jennifer di Annibale Ruccello presentato alla 60a edizione del Festival di Spoleto.

Gli spettacoli di Lorenzo Gleijeses hanno ricevuto ospitalità in alcuni degli spazi teatrali e dei festival più rappresentativi della scena nazionale. Il suo lavoro è stato presentato fuori dai confini nazionali in Francia, Svizzera, Repubblica Ceca, Danimarca, Polonia e Argentina. Ha diretto workshop e laboratori in diverse Università e centri teatrali come i Dams di Bologna e Torino, il Teatro di Roma, il Mercadante Teatro Stabile di Napoli, il Teatro Stabile di Calabria, Punta Corsara a Napoli, la Scuola del Teatro Nazionale di Napoli/Mercadante…..

Dal 2009 al 2011 è stato ideatore e direttore artistico di Quirino Revolution MAD, festival internazionale che ha aperto lo storico teatro romano all’innovazione e alla sperimentazione teatrale e all’investigazione dei nuovi linguaggi delle arti performative. Nel 2010 ne ha inaugurato la seconda edizione, con la regia di una performance evento, che ha avuto come interpreti gran parte degli artisti che avrebbero poi preso parte al festival. Un vero e proprio happening che ha messo insieme sul palcoscenico – e in molti altri luoghi del teatro Quirino – Ivo Dimchev, Antonio Rezza e Flavia Mastrella, Kinkaleri, Marco Manchisi, Manolo Muoio, Enzo Cosimi, Marilù Prati e Renato Nicolini, Biagio Caravano/mk, Gianfranco Berardi, Vidal Bini, Gigi e Gino De Luca, Stella Zannou, Maya Lipsker, Roy Carroll…

Nel 2015 dà vita a 58° Parallelo Nord, un progetto da lui ideato e diretto in cui la dromoscopia e il senso di spaesamento vengono proposti come possibile pratica dell’incontro artistico, in un processo di creazione comune che mette in crisi il ruolo monocratico dell’artista demiurgo. Eugenio Barba e Julia Varley (Odin Teatret), Michele Di Stefano e Biagio Caravano (MK), Luigi De Angelis e Chiara Lagani (Fanny & Alexander), Mirto Baliani e Roberto Crea sono solo alcuni dei compagni di viaggio coinvolti. Il lavoro ha coinvolto questi e numerosi altri artisti in una sorta di cantiere teatrale aperto, che ha dato vita a un processo di creazione comune terminato nel 2020 e sfociato in due distinte formalizzazioni sceniche che vedono Gleijeses in scena come protagonista: Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa e Corcovado. Nel primo la regia e la drammaturgia sono firmate da Barba, Gleijeses , Varley (unica regia del Maestro al di fuori del suo Odin Teatret), il secondo invece è una performance di Luigi De Angelis e Michele Di Stefano, che ha avuto un anteprima nel gennaio scorso nell’ambito di Piazza MADRE, progetto di apertura del Museo MADRE di Napoli alle arti performative.