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ESTRATTI CRITICHE

 

“Straordinario Lorenzo Gleijeses grazie alla sua capacità di far parlare il proprio corpo”.
Franco Quadri – La Repubblica – sabato 28 novembre 2009


“… c’era qualcosa di nuovo, anzi d’antico, nel gesto di Lorenzo Gleijeses, napoletano e giovanissimo figlio d’arte, che all’inizio del secolo andava in Danimarca a cercare un suo modo di esprimersi nel rigore dell’Odin Teatret anziché nel filone visionario caro ai gruppi usciti dagli anni ’90. E dopo che, con la guida di Julia Varley, inglese cresciuta a Milano, aveva dimostrato capacità di prim’ordine tre anni fa interpretando quel suo Amleto partenopeo alla ricerca della madre che ancora si replica, passando pure attraverso altre prove molto positive”.
Franco Quadri – La Repubblica – lunedì 2 giugno 2008


“… un under trenta nato e cresciuto nel mondo del teatro, capace di trascorrere da un passato di figlio d’arte napoletano alla severità nordica dell’Odin Teatret di Eugenio Barba… la qualità del lavoro svolto da Lorenzo Gleijeses è impressionante”.
Franco Quadri – La Repubblica – 12 dicembre 2008


“… chi vuole capire il nuovo teatro farà bene a non perdere gli spettacoli di Lorenzo Gleijeses, di un figlio d’arte che scavalca le frontiere delle vecchie convenzioni munito di un solido bagaglio culturale e con un rigore interpretativo oggi raro”.
Ugo Ronfani – Il Giorno


“… Lorenzo Gleijeses…Svela una concentrazione ed un’elasticità fisica prodigiosa”.
Osvaldo Guerrieri – La Stampa


C’è del metodo nella follia teatrale di Lorenzo Gleijeses, un ventinovenne napoletano figlio d’arte da tempo emerso a fenomeno irrituale e al tempo stesso rituale d’una nuova scena del disincanto…
Il volto di Lorenzo Gleijeses è una mappa di segni, di muscoli da atleta del cuore, instancabile e di illimitato potere emozionale.
Rodolfo Di Giammarco – La Repubblica


“… digrigna i denti fino allo spasimo. Si sbatte al suolo. Lavora col fuoco. Si contorce all’interno di sfere d’acciaio. Si sporca il corpo di cenere. Si veste d’acqua. È Lorenzo Gleijeses, teatrante da quando aveva dieci anni, premio UBU 2006 come “Nuovo attore”. Una forza della natura, unita a metodo, tecnica, determinatezza”.
Rodolfo Di Giammarco – La Repubblica


“… un “attore-creatore” o “attore trasversale”… il “teatro danzato” di Gleijeses, che è qualcosa di molto diverso dal teatro-danza così come siamo abituati a pensarlo, sembra un tentativo di svelare la fisicità intrinseca della dimensione verbale, di manifestarne i riverberi sull’organismo dell’attore”.
Roberto Borghi – Il Giornale


“… un trentenne che ama seguire percorsi fuori dalle rotte stabilite. Lorenzo Gleijeses non smette di stupire per il rigore e la forza visionaria delle sue scelte… questo giovane artista che danza con il corpo, con le immagini e con le parole torna alle origini del teatro occidentale per restituircelo in tutta la sua formidabile vitalità”.
Sara Chiappori – La Repubblica


“…Lorenzo Gleijeses… Prodigioso e Sublime”
Enrico Groppali – Il Giornale


“…in scena si scatena in tormentate performance di sapore grotowskiano; Lorenzo Gleijeses di strada ne ha percorsa dall’esordio in un teatro di repertorio con il padre Geppy ed altri registi di nome, fino alla scelta di ripartire da zero studiando con maestri come Lindsay Kemp, Nekrosius e Karpov…. Lanciando un ponte tra Napoli e Copenaghen percorribile in molte direzioni, un riepilogo, in fondo, del suo apprendistato e dei suoi dubbi”.
Nico Garrone – La Repubblica


“…la fisicità dell’attore (Lorenzo Gleijeses), il linguaggio del suo corpo, è il vero linguaggio del teatro”.
Renato Nicolini – L’Unità


“…Pensa in grande il giovane Gleijeses…Gleijeses fa sue alcune direzioni già dell’Odin immaginando un testo che al fisico concede molto, ma dimostrando una sicurezza drammaturgia che fa davvero ben sperare…La presenza scenica di Gleijeses è carisma che non si compra….
In certe micro-coreografie omogenee alla recitazione, la forza poetica si amplifica esponenzialmente, la bellezza a farsi concetto totale. Di mente e corpo. E ci si emoziona”.
Diego Vincenti – Hystrio


“…l’Europa come orizzonte, Napoli come luogo d’incontro….Lorenzo Gleijeses, cresciuto con l’Odin Teatret di Eugenio Barba, collabora con altri registi, simbolo della nuova scena internazionale”.
Stefano De Stefano – Il Corriere del Mezzogiorno


“…un ‘enfant prodige’ del nostro teatro… una delle carriere più originali degli ultimi tempi. Da Napoli a Pontedera, passando per Russia, Inghilterra, Lituania e innumerevoli input tra teatro e danza. Un padre attore, quindi una grande eredità. Ma basta così: il resto è puro talento”.
Sergio Lo Gatto – www.klpteatro.it


“…il principe Hal, ruolo sempre di difficile distribuzione, trova in Lorenzo Gleijeses un eccellente suggeritore dell’ambiguità e anche della crudeltà nascosta di questo cinico autentico”
Masolino D’Amico – La Stampa


“… le qualità interpretative del giovane Gleijeses sono davvero notevoli”.
Stefania Maraucci – Hystrio


“…E’ raro godere di un tale e assoluto livello di spettacolarità teatrale, che unisce raffinatezza, novità di ideazione della regia competenza e generosità attoriale”.
Renzia D’inca – Hystrio


“… un teatrante da tenere d’occhio… attento e coraggioso”.
Simona Spaventa – Tuttomilano